Idiothèque

marzo 12, 2008

Entrare in una biblioteca universitaria fa sempre un certo effetto. Quando arrivi in questo ambiente silenzioso – un silenzio rotto soltanto dai colpi di tosse e dal voltare di pagine – e vedi tutte quelle persone assorte nel loro lavoro, non puoi fare a meno di sentirti un intruso, anche se solo per un istante. E poi c’è quel primo momento in cui tutti si voltano a guardarti. Magari non proprio tutti, ma a te sembra che lo siano. E’ come quando vai a una festa: appena metti piede nella stanza, col giaccone ancora indosso, scandagliando l’ambiente in cerca del padrone/a di casa, in un attimo tutte le teste si girano verso di te, tutti gli sguardi si concentrano sulla tua figura, sul tuo abbigliamento, sui tuoi gesti. Allora fai un mezzo sorriso e punti dritto al tavolinetto dei liquori. E la tensione passa. E’ così anche in biblioteca. Ti dirigi verso il primo posto libero, tiri fuori i libri e Bum! sei dentro la nuova realtà, la Realtà della Biblioteca, in cui tutti studiano in santa pace e nessuno rimane indietro con gli esami. Certo, una volta seduto, devi iniziare a studiare per davvero, e questo è un altro paio di maniche…

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