Helpful Advices For The Unexperienced Student

marzo 13, 2008

UNDICESIMO COMANDAMENTO: MAI RIPASSARE PRIMA DI UN ESAME

La cosa più micidiale è arrivare all’esame e vedere tutte queste persone intente a sfogliare nervosamente gli appunti. E’ una cosa che ti manda in paranoia, specialmente se l’esame è orale. In genere, gli studenti che attendono di essere interrogati si ammassano tutti nel corridoio, in una zona franca fuori dallo studio del prof., e anche tu sei lì, e magari hai la sfiga che ce ne sono dieci in lista davanti a te – significa tre ore di attesa – e come se non bastasse, mentre ti maceri nella tensione sei costretto a vedere la gente che ripassa. Tu eri venuto aggrappandoti alla consapevolezza che “quel che è fatto è fatto” (come ti ha sempre insegnato la tua saggia madre), te lo sei ripetuto per tutto il tragitto in autobus, e questo pensiero costante ti aiutava a rilassarti, ponendoti in uno stato mentale di serena fatalità, l’ideale per allentare la tensione. Ma adesso che sei qui, e vedi tutti questi studenti flippati e caffeinizzati che continuano a chiedersi l’un l’altro “Ma tu la monografia l’hai fatta?”; “Quella parte su Halbwachs e il ricordo come bisogno di radicamento sociale la sai?”; “Oddio, io non mi ricordo per niente il capitolo sulla comunicazione situata nel contesto sociale, tu ce li hai gli appunti?”; ecco, tutto questo fa venire qualche dubbio anche a te. Ti chiedi se non sarebbe meglio che riguardassi qualcosa anche tu. Il fatto è che non sai nemmeno da dove iniziare. Ci sono tre libri, e tu quale ripassi? E se passi due ore a riguardarne uno e poi il prof. ti mitraglia di domande su un altro? Alla fine cominci a rileggere qualcosa, svogliatamente, senza convinzione, soltanto per non sentirti un alieno in mezzo a questo branco di studenti zelanti. Mano a mano che gli studenti escono dallo studio del prof., chi con un’espressione da cane bastonato, chi raggiante (in genere i secchioni che si sono lamentati per ore che non sapevano nulla, pur sapendo che in realtà erano preparatissimi), e quelli che devono ancora dare l’esame ad accalcarglisi intorno come lebbrosi attorno a un santone, chiedendo: “che domande ti ha fatto?”, “Com’è, buono o stronzo?”. A quel punto pensi che vuoi soltanto che tutto questo finisca il più presto possibile, non ti interessa nemmeno il voto, la media, la figura di merda. Vuoi solo che tutto questo finisca, e al più presto…

 

PROCEDURE D’EMERGENZA IN CASO DI ESAME IMMINENTE:

1. NON ripassate nè rileggete gli appunti o i testi d’esame.

2. Fate dei respiri profondi, se necessario sedetevi.

3. Cercate di sgombrare la mente. Se avete con voi un lettore mp3 ascoltate un pò di musica, oppure chiacchierate con qualcuno dei vostri vicini.

4. Evitate di pensare all’esame. Quando è il vostro turno, solo allora concentratevi e date il massimo.


Pleased to meet me – Mi presento

marzo 9, 2008

Sono uno studente universitario, proprio come voi.

Anch’io mi alzo più presto di quanto vorrei, la mattina.

Anch’io mi trascino giù dal letto cercando di raccogliere le forze sufficienti a mettere su un caffè e ricordarmi chi sono e dove mi trovo.

Anch’io mi dico in continuazione che dovrei mettermi a studiare, ma “sto ancora un pò a rilassarmi davanti alla tv, poi comincio a macinare capitoli su capitoli” oppure “Visto che sono le tre e tre quarti, tanto vale iniziare alle quattro, così facciamo cifra tonda”, e alla fine mi trovo all’ora di cena che non ho aperto il libro.

Anch’io sono in ritardo sui tempi di laurea, ho ancora esami da fare e una tesi da chiedere, e tengo buoni i miei genitori continuando a ripetere che “ormai ci sono quasi” e “sono grande, so gestirmi tranquillamente da solo”.

Anch’io spero che Veltroni vinca le elezioni, ma sono piuttosto disilluso sul senso critico degli italiani e sulla loro capacità di non farsi “abbindolare”.

Anch’io mi chiedo perchè gli anni passano così in fretta, e ho sempre l’impressione di non aver concluso granchè, e mi chiedo se fra dieci anni mi guarderò indietro con rimpianto chiedendomi perchè non sono riuscito a darmi una mossa e diventare ciò che volevo.

Anch’io devo lottare ogni giorno con le mie paranoie, la mia ipocondria, le mie ambizioni, e dopo essermi ripetuto tutte le rassicurazioni possibili, scendo in strada e cerco di vivere la mia vita.

Perciò, se anche voi vi sentite “leggermente” impreparati a vivere la vita di tutti i giorni, questo blog è anche per voi, un punto di riferimento e una valvola di sfogo.


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