LIFE IS A VENDING MACHINE

marzo 10, 2008

I distributori automatici sono una specie di principio ordinatore del mondo. Presenti in qualunque università, sono il frutto di una sofisticata tecnologia che è andata perfezionandosi nei secoli. Pare addirittura che il primo distributore automatico della storia sia stato inventato nel 215 A.C. ad Alessandria d’Egitto da un certo Hero Tzebus: egli aveva infatti installato una rudimentale macchina in grado di distribuire l’acqua necessaria per le cerimonie propiziatrici nei templi. L’acqua veniva erogata per mezzo di monete che facevano scattare una leva posta su una valvola. Credo che tutti gli universitari di questo mondo, che ogni mattina fanno la fila davanti alla macchinetta del caffè sperando di pompare un pò di vita in quei corpi sfiancati dai bagordi della sera prima, debbano essere riconoscenti al buon vecchio Hero. Va detto che il mondo si divide in due categorie: chi ha accesso a un distributore automatico capace di dare il resto, e chi si deve accontentare di uno che non lo dà. E’ una dicotomia spietata, un sopruso tecnologico ed economico che obbliga alcuni a frugarsi rabbiosamente le tasche in cerca di una moneta da dieci centesimi, consentendo invece ad altri di lasciar scivolare con disinvoltura una moneta da due euro nel distributore, rinfrancati dal familiare tintinnìo delle monete che ricadono nella fessura di “restituzione” dopo che hanno selezionato il prodotto desiderato. Una cosa a cui Hero Tzebus non aveva pensato.


Pleased to meet me – Mi presento

marzo 9, 2008

Sono uno studente universitario, proprio come voi.

Anch’io mi alzo più presto di quanto vorrei, la mattina.

Anch’io mi trascino giù dal letto cercando di raccogliere le forze sufficienti a mettere su un caffè e ricordarmi chi sono e dove mi trovo.

Anch’io mi dico in continuazione che dovrei mettermi a studiare, ma “sto ancora un pò a rilassarmi davanti alla tv, poi comincio a macinare capitoli su capitoli” oppure “Visto che sono le tre e tre quarti, tanto vale iniziare alle quattro, così facciamo cifra tonda”, e alla fine mi trovo all’ora di cena che non ho aperto il libro.

Anch’io sono in ritardo sui tempi di laurea, ho ancora esami da fare e una tesi da chiedere, e tengo buoni i miei genitori continuando a ripetere che “ormai ci sono quasi” e “sono grande, so gestirmi tranquillamente da solo”.

Anch’io spero che Veltroni vinca le elezioni, ma sono piuttosto disilluso sul senso critico degli italiani e sulla loro capacità di non farsi “abbindolare”.

Anch’io mi chiedo perchè gli anni passano così in fretta, e ho sempre l’impressione di non aver concluso granchè, e mi chiedo se fra dieci anni mi guarderò indietro con rimpianto chiedendomi perchè non sono riuscito a darmi una mossa e diventare ciò che volevo.

Anch’io devo lottare ogni giorno con le mie paranoie, la mia ipocondria, le mie ambizioni, e dopo essermi ripetuto tutte le rassicurazioni possibili, scendo in strada e cerco di vivere la mia vita.

Perciò, se anche voi vi sentite “leggermente” impreparati a vivere la vita di tutti i giorni, questo blog è anche per voi, un punto di riferimento e una valvola di sfogo.


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